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Storia del Palazzo

L’antico Palazzo Canonico è ora di proprietà della famiglia Popia, che lo ha trasformato in Palazzo dei Poeti.

Edificato ai piedi del castello, gia nel V secolo D.C., come uno dei tanti cunicoli del castello, alloggiava le guardie e permetteva al re di fuggire

in caso di pericoli, proprio al di sotto della sala grande passa il cunicolo

che collega il castello alla chiesa della Rabatana.

Ampliato nel 1600, alcuni documenti lo riportano come il Palazzo Canonico, su due livelli, come si può notare dalla facciata frontale alla chiesa, interamente in pietra e mattoni con una successione di archi e volte, archetipi strutturali e architettonici dell’epoca.

Il piano alto, il terzo, costruito nel 1834, come testimoniano gli epitaffi ritrovati, era abitato dal signore, le cornici aggettanti che inquadrano i moduli della facciata, sotto forma di lesene, le porte e le finestre, testimoniano le stratificazioni storiche e architettoniche del Palazzo.

Pregevole la cisterna ripulita dalle macerie, che accoglieva le acque piovane, presumibilmente collegate con altre cisterne dal castello ad altre presenti nel borgo Rabatana, attraverso “vasi conduttori”, secondo una linea di pendio.

Dopo un rigoroso restauro conservativo che ha voluto recuperare la memoria storica e architettonica non solo del Palazzo.

Pietra miliare, di un progetto, anzi un sogno, che mira al recupero di un intero borgo, abbandonato e calpestato, una bellezza sfregiata dal tempo e dall’uomo, che ritorna a vivere e a perpetrare il ricordo.

In un viaggio a ritroso nel tempo , l’anima antica rivive in un’alternanza di emozioni, fanno da sfondo paesaggi ameni e natura incontaminata, i cui colori si riempiono di potenza e luminosità, mentre riecheggiano i suoni ricchi e melodiosi di un ritrovo ideale e fonte di ispirazione.